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I Dettagli cambiano la Moda |
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Eccellenze di tulle, pizzo, ricamo, nastri e passamanerie |
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Il Volume “I dettagli cambiano la moda” è stato
presentato il 13 Febbraio in occasione di Milano Unica, unica esposizione
al mondo a presentare al suo interno un settore interamente dedicato agli
accessori, con una propria area di sintesi originale e ricca di stile,
Madrina d’eccezione : Cipriana Dall’Orto, condirettrice di Donna
Moderna. Edito dalla Federazione Tessilvari,
curato della nota giornalista Lucia
Serlenga; è la seconda pubblicazione in collaborazione con il
Ministero del Commercio Internazionale e l’Istituto Nazionale per il
Commercio Estero; attraverso bellissime immagini, il Volume esalta
l'obiettivo al cuore dell’intesa: valorizzare il tessuto Produttivo del Made in Italy. |
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| Hanno
partecipato alla stesura dei testi del Libro :
La curatrice Lucia Serlenga, il Prof Marco Fortis, Barbara Trebitsch, la stilista Annalisa Campara , e le giornaliste Elena Banfi, e Daniela Fedi
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Gli accessori negli ultimi anni sono sempre più diventati
protagonisti nel panorama della produzione di pret-a-porter made in Italy,
e Tessilvari, Federazione che riunisce le aziende italiane tessili
specializzate nei ricami, pizzi, nastri, tulli e passamanerie, le più
raffinate rifiniture della moda, ha voluto evidenziare il ruolo
preponderante dell’ornamento/rifinitura. La
realizzazione del volume “I Dettagli cambiano la Moda” valorizza
attraverso la forza delle immagini e di esperti e giornalisti di prestigio
proprio le tendenze più recenti in questa particolar creatività. La qualità
del lavoro compiuto è stata possibile grazie al supporto del Ministero
del Commercio Internazionale e l’Istituto per il Commercio Estero. |
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Fra i numerosi interventi che nel volume “I dettagli
cambiano la moda” focalizzano il ruolo dell’enorme patrimonio
tecnologico e culturale rappresentato dalle aziende italiane specializzate
nella produzione di pizzi, nastri, ricami e passamanerie, ecco in sintesi
il pensiero di alcuni designer: La
decorazione è la differenza tra una produzione d’eccellenza e una
massificata. Lo sostiene Gianfranco
Ferré, quando dice, esortando tutti a continuare con passione e
tenacia sulla strada del Made in Italy, che “in tempi d’omologazione,
d’approccio emozionale all’abito come strumento primario
d’espressione di sé e d’individualità, un dettaglio come per esempio
la passamaneria è l’elemento da cui scaturisce l’identità
dell’abito stesso”. Secondo Laura Lusuardi, fashion director di Max Mara, gli accessori che sono parte imprescindibile dell’abbigliamento rappresentano, nell’ambito della ricerca, una necessità molto forte. “Pizzi, passamanerie, ricami, pelliccia, rifinizioni e metalleria sono spesso veri e propri punti di partenza per un’ispirazione, piuttosto che l’avvio e la puntualizzazione di una tendenza”. Ciò che apprezza nelle aziende italiane e che incentiva il
suo lavoro, è per Anna Molinari, il
loro saper riproporre decori
della tradizione in materiali innovativi e con tecniche di realizzazione
avanzate. In effetti, quello che ha reso unica la realtà del made in
Italy è stata “la scelta di mantenere, accanto a macchinari futuristi,
antichi telai e una manodopera sempre più ricercata, in grado insieme di
arrivare là dove non può la scienza, in un continuo e proficuo scambio
tra capacità antiche e scoperte moderne”. Antonio Marras,
che da anni lavora sempre con gli stessi fornitori, racconta: “Ne faccio
impazzire molti con le mie richieste ma fortunatamente con loro ho
affinato sintonie e speciali percorsi di dialogo. A tal punto che spesso
se qualcuno ha realizzato, per esempio, dei particolari alamari me li
sottopone spontaneamente. Ma è anche vero che quando ho bisogno di
esaminare preziosissimi campioni del loro archivio storico non si tirano
indietro”. Gaetano Navarra
è del parere che dettagli come per esempio la passamaneria, soprattutto
quella interna ad un capo, siano insostituibili soprattutto
all’italianità del prodotto di un certo livello. Da questa
convinzione ha levato il suo coro d’incoraggiamenti alle nostre aziende
esortandole a “non perdere fiducia nel futuro sebbene il loro operato sia
destinato ad una fetta sempre più elitaria, ma di certo immortale, di
mercato”.
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