Pistoia

27 Maggio 2003

Tessile: portale specializzato per far fronte alla crisi

 
MONALE. Lavorare con Internet, trovare on-line clienti e fornitori, acchiappare ordini al volo, essere informati minuto per minuto sui prezzi e le fiere specializzate: è una delle sfide del futuro per le aziende tessili, comprese quelle conto-terzi. Più che una risposta alla crisi in atto, è un modo, per le imprese che sopravviveranno ai rigori della congiuntura, di essere pronte quando arriverà la sospirata ripresa. Per questo la Cna di Pistoia ha acquisito il 2% della società e-T.group, che già da 3 anni gestisce «Pagine Tessili», portale specializzato nel tessile con già 6mila aziende abbonate. «Non vogliamo solo fornire strumenti nuovi alle imprese - spiega il presidente provinciale di Cna Rinaldo Incerpi (nella foto con Cinzia Chiti) -, ma anche aiutarle a rinnovare la mentalità, puntando sulle tecnologie dei servizi e sulla parte gestionale, anziché solo sui macchinari». Per l'artigiano il passaggio dal telefono alla posta elettronica (e-mail) è un salto culturale, ma anche un risparmio di tempo e di costo. Con un messaggio di posta elettronica su «Pagine tessili» un artigiano può confrontare le offerte di 6 spedizionieri in un colpo solo. Oppure può far sapere in linea quali macchine ha disponibili e per quali lavorazioni. Il portale offre poi consulenze e informazioni a 360 gradi sul settore. «La rete semplificherà la vita di noi imprenditori», afferma il presidente di E-t Group, Marco Barni. «Internet è un'arma per farsi conoscere nel mondo globalizzato - ribadisce il coordinatore dei tessili, Luca Santi -; se per esempio c'è un ordine che una ditta non può soddisfare da sola, può trovare in rete collaborazioni di altre imprese». «Le aziende che resteranno dopo la crisi - aggiunge Cinzia Chiti, vicepresidente di Cna e titolare di un'azienda artigiana - dovranno necessariamente dotarsi di questi strumenti». e-T.group, la società in cui è entrata la Cna pistoiese, fa capo alla Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia (che ne detiene il 30% tramite la società Info2b del gruppo Carifirenze).

di Giacomo Bini