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CARATTERISTICHE DEI DISTRETTI
L'industria manifatturiera italiana si fonda su alcune particolari
caratteristiche che ne definiscono il successo sui mercati
internazionali:
- una dimensione media d'impresa più piccola di quelle dei
paesi nostri concorrenti (10 addetti in Italia contro i
17 in Giappone, 25 in Germania, 60 negli USA, 85 nel Regno
Unito);
- un modello di specializzazione industriale in cui un ruolo
importante è giocato da settori ad alta intensità di know-how,
di design, di gusto e di creatività e a bassa o medio-bassa
intensità di capitale;
- una presenza significativa di sistemi locali d'impresa,
di cui circa un centinaio sono Distretti Industriali.
I distretti industriali sono nati per favorire, in zone con
determinate caratteristiche economiche, la creazione e lo
sviluppo di attività produttive nei settori dell'industria
e dei servizi. L'introduzione dei distretti industriali è
avvenuta tramite la legge 317/1991: li caratterizza la presenza
di aree territoriali locali con elevata concentrazione in
esse di piccole imprese, con particolare riferimento al rapporto
tra presenza delle imprese e popolazione residente nonché
alla specializzazione produttiva dell'insieme delle imprese.
La legislazione nazionale delega alle Regioni l'individuazione
di tali aree: la Regione Lombardia, tra le prime, vi ha dato
compiuta attuazione, emanando la L.R. 7/93: la Giunta regionale
individua i distretti industriali promuove la realizzazione
di specifici programmi di sviluppo per ogni singolo distretto,
con particolare riferimento alla realizzazione di progetti
innovativi concernenti più imprese e alla costituzione e sviluppo
dei consorzi e centri di servizio all'innovazione incaricati
della relativa realizzazione Il governo dei Programmi di Sviluppo
dei distretti è affidato ad un ente pubblico economico, il
Comitato di distretto, di cui fanno parte le realtà economiche
locali. La peculiarità dei Programmi di Sviluppo è che essi
devono costituire il quadro entro cui costruire i singoli
progetti finanziabili: si ammette, in tal modo, l'intervento
in settori produttivi trainanti per l'economia del contesto
territoriale considerato, stimolando i bacini industriali
a "fare sistema".
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